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Il gruppo GeMS si compra Newton-Compton: ottimizzazione editoriale o pesce grosso mangia pesce piccolo?

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I dieci romanzi d’amore più belli di sempre

Buon San Valentino!

Per l’occasione abbiamo stilato la nostra lista dei dieci romanzi d’amore più belli di sempre, speriamo possiate condividere la scelta e, magari, trarre spunto per un regalo piacevole e profondo.

#sanvalentino #innamorati #amore #love #loving

https://www.pandaedizioni.it/2019/02/14/i-dieci-romanzi-d-amore-pi%C3%B9-belli-di-sempre/

Jane Austen – Orgoglio e pregiudizioOrgoglio e pregiudizio

“Orgoglio e pregiudizio” è uno dei primi romanzi di Jane Austen. La scrittrice lo iniziò a ventun anni; il libro, rifiutato da un editore londinese, rimase in un cassetto fino alla sua pubblicazione anonima nel 1813, e da allora è considerato tra i più importanti romanzi della letteratura inglese. È la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, con al centro il romantico contrasto tra l’adorabile e capricciosa Elizabeth e l’altezzoso Darcy; lo spirito di osservazione implacabile e quasi cinico, lo studio arguto dei caratteri, la satira delle vanità e delle debolezze della vita domestica, fanno di questo romanzo una delle più efficaci e indimenticabili commedie di costume del periodo Regency inglese.

Edmond Rostand – Cyrano de BergeracCyranoDeBergerac

Si tratta di una commedia in cinque atti che narra le gesta dell’estroso e umorale spadaccino guascone, veloce di spada quanto di parola, nonché dotato di un enorme naso. Un autentico eroe romantico, dal carattere fiero e temerario, mai disposto al compromesso, che sotto la scorza burbera e la spavalderia verso i nemici nasconde del sentimento autentico. Ama infatti di un amore infelice perché impossibile la bellissima cugina Rossana, che a sua volta è innamorata del giovane cadetto Cristiano. Cyrano decide di farsi da parte e di favorire la relazione tra i due. Diventa così il consigliere di Cristiano, a nome del quale ha la possibilità di scrivere lettere e poesie dirette all’amata. Si mette di mezzo però il potente De Guiche, invaghito di Rossana, e spedisce in guerra Cyrano e Cristiano, che vi troverà la morte. Rossana si ritira allora in convento e solo in punto di morte Cyrano, dopo averlo celato per tutta la vita, le rivelerà il proprio amore, troppo tardi ricambiato.

Lev Tolstoj – Anna KareninaAnnaKarenina

Combattuta tra l’amore per il figlio, il vincolo matrimoniale e la passione per un altro uomo, Anna Karenina sarà travolta da un conflitto tanto drammatico da trascendere i confini del personaggio per divenire emblematico, che la accomunerà ad altre tormentate figure di donne, come Madame Bovary, per citare la più famosa. Ispirandosi con inconfondibile potenza creativa a un fatto di cronaca, Tolstoj trasfuse in Anna Karenina l’ansia e il desiderio di chiarezza etica che dominarono la sua vita. Costruito con un raffinato gioco d’incastri narrativi, e tuttavia con la consueta scorrevolezza stilistica dei capolavori tolstojani, il romanzo presenta una bruciante problematica morale, lasciando al lettore il giudizio definitivo.

Margaret Mitchell – Via col ventoViaColVento

Rossella O’Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l’illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della guerra civile cominceranno a spirare sul sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell’amore e la storia impossibile con l’affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi…

Francis Scott Fitzgerald – Tenera è la notteTeneraelanotte

Dick Diver, un giovane psichiatra, ha sposato Nicole, che un incestuoso rapporto col padre ha reso schizofrenica. Dick lavora a un libro, vivendo delle ricchezze di Nicole tra la Costa Azzurra e Parigi, con un piccolo gruppo di amici. Tra questi Abe North, un compositore alcolizzato e Tommy Barban, un mercenario francese innamorato di Nicole. Al gruppo si unisce Rosemary, una bella attrice americana di cui Dick si innamora. L’unione con Nicole si sgretola e la donna inizia una relazione con Tommy. Il finale conclude amaramente la vicenda.

 

AmanteLadyChatterleyDavid Herbert Lawrence – L’amante di Lady Chatterley

Connie Chatterley è moglie di sir Clifford, un aristocratico che in seguito a una ferita di guerra è diventato impotente (metafora della sterilità intellettualistica della sua cultura e della sua classe). Connie desidera la maternità e la sua carica vitale la spinge verso il guardacaccia Mellors. Nasce tra i due una passione e quando Connie si accorge di aspettare un bambino, lascia il marito e va a vivere insieme a Mellors.

 

Fedor Dostoevskij – Le notti bianche

LeNottiBiancheQuattro notti e un mattino per raccontare una storia che si muove al buio e nella penombra della coscienza. Un giovane sognatore, abituato a nutrirsi di sentimenti e impressioni, incontra nella notte una ragazza piangente e sola che sarà per lui l’appiglio verso il concreto mondo diurno. La città di San Pietroburgo saprà cullare nel suo bianco silenzio questa storia a due voci, fatta di confidenze notturne, attese e speranze e il mattino, al risveglio, rimarrà quello strano sapore in bocca, quella domanda di realtà inevasa: nelle notti bianche, negli improbabili intrecci e nei sussurri furtivi di due ipotetici amanti, qual è il vero confine del sogno?

Gabriel Garcia Marquez – L’amore ai tempi del colera

AmoreAiTempiDelColeraPer cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni Fiorentino Ariza ha perseverato nel suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza dei Caraibi, senza mai vacillare davanti a nulla, resistendo alle minacce del padre di lei e senza perdere le speranze neppure di fronte al matrimonio d’amore di Fermina con il dottor Urbino. Un eterno incrollabile sentimento che Fiorentino continua a nutrire contro ogni possibilità fino all’inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. Una storia d’amore e di speranza con la quale, per una volta, Gabriel García Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo continuo impegno di denuncia sociale per raccontare un’epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell’assolato Caribe e della sua gente. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana mezzo secolo di storia, di vita, di mode e abitudini, aggiungendo una nuova folla di protagonisti a una tra le più straordinarie gallerie di personaggi della letteratura contemporanea.

Gustave Flaubert – Madame BovaryMadameBovary

La storia della signora Bovary, una povera adultera malata di sogni impossibili, che scende la scala della sua degradazione fino al suicidio, è, scriveva Garboli, solo in apparenza la storia di una vita mancata: dominata dalla fatalità, dotata di una cieca e meccanica articolazione, Emma Bovary è piuttosto il ritratto statico, marmoreo, della mancanza della vita. L’introduzione di questa edizione è a cura dello psicanalista Roberto Speziale Bagliacca che concentra la sua attenzione sulla figura di Charles Bovary, che appare un “masochista morale di alto lignaggio che, con un sadismo perfettamente camuffato, contribuisce in maniera determinante al suicidio di Emma”.

Shakespeare – Romeo e GiuliettaRomeoEGiulietta

L’improvviso e casuale accendersi di una passione incontrollabile tra i due protagonisti apre la storia. Romeo va a una festa per vedere Rosalina, e non per cercare Giulietta, ma quando i due si incontrano, si perdono l’uno nell’altro, entrambi ignari di avere di fronte un nemico. Tragedia dell’amor giovane, “Romeo e Giulietta” è considerata la storia d’amore per eccellenza proprio perché è molto di più. Un grande e ricco dramma di passioni umane, qualunque esse siano: oltre a celebrare un sentimento divorante e assoluto, Shakespeare ci racconta anche, e soprattutto, le scelte estreme a cui conducono odio, rivalità, rancore e vendetta.

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Lega contro Amazon

DanieleBelottiÈ notizia di questa settimana che Daniele Belotti, capogruppo della Lega in Commissione Cultura, ha presentato un progetto di modifica della Legge 128 del 2011, la cosiddetta “Legge Levi” che regola il mercato librario italiano. La proposta di modifica prevede l’abbassamento dello sconto massimo dal 15 al 5%, con l’obiettivo di dare respiro a quelle librerie, principalmente piccole e/o indipendenti, che non riescono a stare al passo con gli sconti proposti dal grande store online.

Azione che sembra ben vista dalle Associazioni, tra le quali anche AIE, presieduta dallo stesso Ricardo Franco Levi, che per primo ha promosso la Legge che porta proprio il suo nome, oltre che dai librai che intravedono una boccata d’ossigeno all’orizzonte.

La proposta di modifica sarebbe “finalizzata a cercare di ridurre gli eccessivi sconti praticati sui libri dalle grandi catene e dalle multinazionali dell’e-store che stanno decimando le piccole librerie e le cartolibrerie che rappresentano autentici presidi culturali sul territorio”, sostiene Belotti.librerie

D’altra parte, c’è anche chi, come Maurizio Crippa dalle pagine de Il Foglio, si lamenta che questa proposta non faccia altro che rendere più cara la vita dei lettori, e che quindi rischi di tradursi in un colpo di boomerang.

Chi vincerà alla fine tra Davide e Golia?

#editoria #approfondimenti #pandaedizioni #amazon #libri #cultura #librerie #aie

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Tre anni di Panda Edizioni

tre

Stiamo ormai per andare in ferie, e tradizionalmente per noi è tempo di bilanci… non economico-finanziari, ma dell’anno appena trascorso, visto che il “compleanno” di Panda cade il primo di luglio. Siamo un po’ in ritardo, ma pazienza.

L’anno appena trascorso è stato ricchissimo, quindi cercherò di essere stringato e veloce, sennò annoio chiunque (anche se c’è da dire che di carne al fuoco ce n’è davvero molta).

librincantina

A ottobre 2015 abbiamo ripreso l’attività fieristica con Librincantina! Ovviamente dopo il risultato eccezionale abbiamo confermato la nostra partecipazione anche per il 2016, e vi aspettiamo il prossimo 1-2 ottobre. 😉

Visto lo spettacolare successo, abbiamo fatto il giro di tutte le maggiori fiere del Nord Italia (e non solo), valutando quali ha senso fare… e quali no.

Abbiamo visto e partecipato a decine di presentazioni, che potrete ri-vedere nel nostro sempre più ricco canale Youtube.youtube

Per esigenze distributive abbiamo creato la nostra “sorella” Edizioni Giorgione, che sta per uscire con diversi titoli nuovi… ci aspetta un autunno davvero frizzante! LoghinoFIN-Pagina001

E grazie alle indispensabili collaborazioni di Giorgia, Alessandro e tutta la giuria (compreso il Comune) abbiamo partecipato a creare la prima edizione del Premio Prunola, un vero cataclisma letterario che produce ancora eco… e siamo al lavoro per la seconda edizione, ancora migliore!

LoghinoNostro

Non paghi abbiamo organizzato anche la prima edizione di Castelfranco Legge – La fiera della Bibliodiversità, che ha portato per le strade della nostra amata cittadina una ventina di editori coraggiosi che sono venuti a esporre i propri libri e a presentare i propri autori.LogoCFlegge

Ah, dimenticavo che assieme a Cecilia e Viviana siamo tra i soci fondatori dell’associazione “La Fucina di Vulcano“, che tra le proprie attività avrà a breve il primo “Circolo di lettura” ufficiale di Castelfranco, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e alla Biblioteca.

Infine, tanto per non farci mancare nulla, abbiamo cambiato il commercialista (sembra poco… ma non lo è), il sito web, creato il nostro profilo Etsy per tutto il non-libro e ci siamo iscritti all’Associazione Italiana Editori.AIE_logo

Poca roba, vero?

In tutto ciò i nostri ebook, nel frattempo, hanno aggiunto uno zero in più al loro numero di vendite. La conferma che il mercato digitale è in pieno fermento, soprattutto per chi lo studia da vicino e si adegua alle dinamiche commerciali vincenti.

Ci hanno dato una mano fondamentale gli stagisti di quest’anno: Flavia, Sara e Mattia, che con la loro simpatia e il loro apporto fondamentale ci hanno consentito di crescere bene e in salute. E sempre col sorriso, cosa davvero rara e preziosa.

Non dimentichiamo nemmeno Ruggero, Tommaso e Paola, che ci hanno dato una mano in più occasioni, nonché il nostro “gruppo di fan” di Panda con la Penna, e il suo admin.

Non possiamo infine che ringraziare i nostri fantastici autori, tutti, uno per uno, perché senza di loro non potremmo esistere, ma soprattutto perché scrivono dei libri fantastici… e tanti altri ne seguiranno!

Un abbraccio a tutti, e buone ferie per ritrovarci ancora più carichi e crescere ancora di più.

😉

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Gli errori più comuni nei manoscritti, e alcuni suggerimenti di Panda Edizioni

Vogliamo oggi affrontare lo spinoso tema degli errori più comuni che riscontriamo nei manoscritti dei nostri autori, e ciò sia come strumento utile affinché gli autori stessi comprendano il motivo di molte correzioni sia come suggerimenti per gli aspiranti scrittori in generale.

Alcune indicazioni infine sono utili solo per chi pubblica – o pubblicherà – per Panda Edizioni, in quanto ogni Casa Editrice possiede il suo Manuale di Redazione (ovvero il manuale con tutte le regole redazionali e di impaginazione specifiche per le proprie collane), pertanto possono variare, e di molto.

Partiamo quindi con la carrellata degli errori più comuni, incominciando da quelli più “sgraditi” in sede redazionale:

1) La consecutio temporum, ovvero la concordanza dei tempi.

https://it.wikipedia.org/wiki/Concordanza_dei_tempiConsecutio

Questa è la vera bestia nera della redazione, e il perché è presto detto. Ci sono manoscritti con un solo “piano temporale”: il protagonista vive il proprio tempo al presente, oppure lo descrive (o lo ricorda) al passato, e così rimane per tutto il manoscritto. Bene: se decidete che il vostro romanzo inizia al passato, tutto il romanzo in questo caso deve rimanere al passato. Non si può arrivare a metà e passare al presente, per poi ritornare al passato e così via. È un errore, ed è grave, perché significa che l’autore non ha nemmeno idea del piano temporale che sta utilizzando, figuriamoci quindi se ha ragionato a fondo sulla caratterizzazione dei personaggi o ancora sulla struttura della trama. Se poi il romanzo, o il saggio, si sviluppa su più piani temporali (il protagonista inizialmente nel presente ricorda il passato oppure “sogna”), allora sì sarà possibile cambiare il tempo di narrazione, ma andranno tenuti ognuno costante nel suo tempo proprio di narrazione.

Perché è odiato? Perché bisogna fare miliardi di correzioni…

2) Le “virgolette».

https://it.wikipedia.org/wiki/Virgolettevirgolette

Lo sappiamo, è scritto sbagliato, ma l’abbiamo fatto apposta, così viene spontaneo correggere: o si usano le virgolette “alte” oppure si utilizzano i cosiddetti «caporali». L’uno o l’altro! Capita infatti che in qualche testo si confondano le cose, usando prima una dicitura e poi cambiando idea, ma le cose diventano difficili quando nei dialoghi per esempio si riportano frasi dette da altre persone (Marco disse: “Sai che ho visto Luca? Mi ha salutato con un «salve», tu hai idea del perché?”) ecc. ecc. Ecco perché è importante scegliere: perché in fase di correzione non potremo usare il “trova e sostituisci”, sennò ci si incasina il testo! 😉

3) Che non si sappia il congiuntivo…

https://it.wikipedia.org/wiki/Congiuntivocongiuntivo

Il congiuntivo ha “la […] funzione basilare […] di indicare un evento soggettivo, irreale, non sicuro, ipotetico o non rilevante. Rispetto all’indicativo che esprime il piano oggettivo della realtà, il congiuntivo sottolinea invece la dimensione soggettiva, individuale”.

Serve davvero che aggiungiamo altro?

4) La “D” eufonica.

http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/d-eufonicadeufonica

Sembra spesso che un autore o un aspirante tale senta la necessità di “impreziosire” il proprio testo arricchendolo con “d” eufoniche ad cazzum, ottenendo poi l’effetto opposto, ovvero di risultare pacchiano. Infatti la regola vuole che la “d” vada inserita solo nel caso di incontro tra vocali identiche, tranne nel caso dell’accezione “ad esempio” in cui è accettata comunque.

In sede redazionale tutte le “d” fuori luogo verranno eliminate.

5) “ E’ ” sbagliato. Degli apostrofi.

https://it.wikipedia.org/wiki/ApostrofoApostrophe

Allora: se iniziate una frase con il verbo essere alla terza persona singolare presente, la lettera da digitare è: “ È ”. Se non sapete come digitarla, cercate nelle istruzioni del vostro programma di videoscrittura, dovete impararlo. Questo perché “ E’ ” è un errore. Così come lo è scrivere nei titoli “AUTORITA’ ”; si dovrà scrivere “ AUTORITÀ ”, punto. L’apostrofo indica che c’è stata un’elisione, ovvero una parola ha subìto “la caduta di una vocale finale non accentata davanti a una parola che inizia per vocale o per la lettera «h».”

E’ ” non ha comportato nessuna elisione, pertanto costituisce un errore.

Nemmeno da nominare le parole scritte come “ pero’ ”, “ parti’ ” e altre schifezze del genere.

6) Perché è diverso da caffè. Degli accenti.

https://it.wikipedia.org/wiki/Accento_graficoaccento

L’utilizzo corretto dell’accentatura sembra essere ignorato dai più. L’accento è invece fondamentale: è un segno che indica la corretta pronuncia della lettera alla quale è associato (ovvero è un segno diacritico), pertanto la sua giusta apposizione è strettamente dipendente dalla parola di cui fa parte.

Come nel titoletto, “perché” ha un accento acuto, associato alla pronuncia della vocale chiusa.

Caffè”, invece, porta un accento grave, che è associato alla pronuncia della vocale aperta.

Similmente, tra gli errori più comuni troviamo l’incorretta accentatura di poiché, affinché, tè (attenzione: la dicitura the è scorretta, in quanto tipicamente inglese. Andrebbe quindi, come vedremo tra poco, inserita come the, al limite, oppure la dicitura corretta è ) e così via.

Personale attenzione, o per meglio dire “curiosità”, porremmo al vetusto accento circonflesso.

https://it.wikipedia.org/wiki/Circonflessocirconflesso

Ormai sono in pochi a ricordarsi che è utilizzabile, e corretto, anche nella lingua italiana, e precisamente nella casistica di parole plurali che al singolare hanno la terminazione -io (non tonico) preceduta da una singola consonante o, per brevitas, nei casi segnati nella pagina wikipedia.

Due esempi su tutti: odî (plurale di odio), olî (plurale di olio), savî (plurale di savio).

7) “ C’è né ”.ce-ne-grammatica

Abbiamo bisogno di spiegarlo?

8) Non evolvere mai se stesso.

http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/accentazione-pronome-stessoSestesso

Seguendo quanto riassunto (è un’annosa questione, lo sappiamo) dall’Accademia della Crusca, la dizione “se stesso” non va accentata, in quanto è chiaro che in questa accezione il termine “se” non è una congiunzione ma un pronome riflessivo in modo inequivocabile. Mentre invece quando si usa il pronome riflessivo isolato “ sé ” l’accento andrà posto, e sarà di tipo acuto.

9) Be’, vabbè.

http://www.accademiadellacrusca.it/en/italian-language/language-consulting/questions-answers/guida-alluso-accenti-apostrofi-nellitaliano

http://forum.accademiadellacrusca.it/forum_9/interventi/3995.shtml.htmlvabbe

Si potrebbe presumere che il termine “beh”, trovato anche “bhe” (orrore) o “bè”, sia nient’altro che un belato emesso a caso, tanto per riempire l’inizio di una risposta vuota o per prendere tempo.

Non è così. “ Be’ ” deriva dall’elisione di “bene”, pertanto vuole l’apostrofo (vedi sopra). Le frasi senza elisione sarebbero del genere: “Bene, allora che aspettiamo?”, che diventerebbe “Be’, allora che aspettiamo?”

Discorso a parte merita il “ vabbè ”, che risulta dalla fusione di “va bene” in “ va be’ ” e poi vabbè. Non risulta essere corretta “vabbeh”, né scritta in altre forme, anche se su questo vige ancora una certa diatriba.

10) Dai ché è giusto!

Il termine “ché” deriva da “perché”, tramite elisione della parte iniziale.che

Citiamo la pagina della Crusca sull’uso degli accenti e apostrofi:

ché: accentato solo come forma abbreviata di ‘perché’ o, più raramente, di ‘affinché’; mentre è sempre che in tutti gli altri usi, anche in quello sostantivato: non è un gran che, ha un certo non so che; dopo di che vedremo. È diffusa e ammessa la forma con scrizione sintetica granché.”

Vediamo quindi che nelle frasi in cui il termine assume il significato originario di “perché” diventa corretta la forma accentata.

11) Passami la Coca Cola, per favore.

I nomi propri dei prodotti commerciali e dei marchi vogliono la lettera maiuscola. Coca Cola

Il Technicolor, una Panda, il Caterpillar, della Fanta.

12) Parole straniere e dialettismi

http://libreriamo.it/scuola/lingua-italiana/lingua-italiana-le-50-parole-straniere-che-potremmo-benissimo-dire-in-italiano/dialetto

L’abuso di “stranerismi” è indice di un atteggiamento autorale da “io so cosa vuol dire e tu no”, oppure una sorta di comodità semantica, laddove alla ricerca della parola “giusta” da inserire in un testo troviamo più comodo ficcarci la parola sentita in televisione o sullo schermo del computer. (Appunto). Alcune parole, come computer (ah: elaboratore), sono ormai entrate nel vocabolario italiano, ma per la maggior parte di esse esiste un corrispettivo linguistico italiano… che non piace più molto. O non va più di moda. Così si parla di meeting, look, party, show, selfie e via dicendo. Noi ne sconsigliamo l’utilizzo, ma se prorio dovete inserirle, almeno abbiate la correttezza di segnarle in grafia inclinata, come da regola. Similmente per i termini dialettali.

13) Lunghi periodi, e le virgole, per non dire dei puntini di sospensione…

Questo fa parte di quei consigli “soggettivi”, ovvero non dogmatici e assoluti ma puramente di buon senso.

Un periodo di ventiquattro righe fa venire il latte alle ginocchia, e ben pochi riuscirebbero ad arrivare alla fine comprendendone appieno il contenuto. Un consiglio della compianta professoressa delle medie: se è troppo complesso, taglialo. Costruite piuttosto due o tre frasi più brevi. Anche perché, e qui ci ricolleghiamo al titoletto, poi si fa confusione con le virgole. E per il loro corretto utilizzo vi rimandiamo alle numerose regole contenute in questo link:

https://it.wikipedia.org/wiki/VirgolaVirgola

Un ultimo appunto sulla punteggiatura vorremmo dedicarlo ai puntini di sospensione… che devono indicare appunto una sospensione (incidentale o finale), devono essere sempre e solo tre (non dodici) e il cui utilizzo non deve essere abusato, né addirittura esclusivo al posto di tutti gli altri segni di punteggiatura (è capitato anche questo).

14) Hai capito?!??!?

http://pennablu.it/punto-esclamativo-interrogativo/punto esclamativo

I punti multipli al termine di un periodo sono da considerarsi un errore. Va molto in voga utilizzare più punti (esclamativo, di domanda, insieme e miscelati), in quanto l’imbastardimento linguistico derivante dall’utilizzo di programmi di rete sociale (utilizzo spesso esclusivo per quanto riguarda la scrittura) sta portando a una regressione linguistica senza precedenti. Ricordiamo che l’Italia vanta il poco invidiabile primato internazionale dell’analfabetismo di ritorno, che si estrinseca proprio in queste occasioni.

Il punto alla fine di un periodo è uno. Che sia semplice, esclamativo o interrogativo, è uno e basta. (Tranne nel caso dei puntini di sospensione, che in ogni caso sconsigliamo.)

15) Punto dentro o punto fuori?

Ovvero la punteggiatura dei dialoghi. Si entra qui nella parte “riservata a Panda”, ovvero quelle impostazioni di impaginazione tipiche della nostra casa editrice.

Normalmente, da lettori, non ci si accorge minimamente o quasi della differenza tra le diverse impostazioni delle case editrici, che sono notevolmente diverse. Ma a uno sguardo più profondo le differenze saltano agli occhi, e vi invitiamo a farlo seguendo questo link:

http://www.oblique.it/images/formazione/dispense/punteggiatura_dialoghi_scheda.pdfOblique

Vedrete che, a parte il caso maggiore di Einaudi, le differenze ci sono, anche se piccole. L’esempio più lampante è costituito dal punto finale della frase del dialogo: va dentro o fuori? E se nel dialogo c’è una domanda, poi ci va un punto anche all’esterno della virgoletta?

Ogni casa editrice ha la propria impostazione, e Panda Edizioni segue quella Feltrinelli nella stragrande maggioranza dei casi.

16) Ma i pensieri come andranno?, si domandò Chiara.pensiero

I pensieri seguiranno la grafia inclinata, secondo quanto previsto dal manuale di redazione di Panda Edizioni.

Sperando che questo elenco non esaustivo possa essere utile, buona lettura a voi e… buona scrittura!

bastardi

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