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Mercato editoriale: uno sguardo all’America per capire il nostro futuro

È voce di corridoio più che affermata che, per vedere il futuro del mercato editoriale italiano, si debba guardare Oltreoceano, da cui le dinamiche vengono poi replicate nel Belpaese. Partiamo da un interessante articolo de “Il giornale della libreria” per approfondire con i numeri.

Questo perché, nella società informatica, i veri asset strategici non sono più l’hardware o il software, ma i dati. E per trovare questi dati siamo andati a spulciare sul sito dell’ Association of American Publisher, che corrisponde all’AIE per quanto riguarda l’Italia.

I dati dunque: nel 2018 il mercato editoriale americano ha perso nel complesso l’1,6% del suo valore, perciò non un grande risultato, non fa sperare benissimo. Gli store online hanno clamorosamente superato le vendite in libreria (memento…), e la loro crescita non sembra doversi arrestare a breve.

La saggistica la fa sostanzialmente da padrona con un aumento del 10% sull’anno precedente (e chi ci sente parlare in giro sa quanto ci interessi la saggistica), i libri per bambini e ragazzi si stabilizzano al +1,6% (starà passando la sbornia?), la narrativa di varia rimane sostanzialmente stabile.

Salvo poi scoprire, sempre sul sito dell’APA, gli ancor più interessanti dati del primo trimestre del 2019: qui scopriamo una rivincita del mercato, che ritorna a crescere di ben il 6%, con i libri fiction e non fiction al 62%, quelli per bambini-ragazzi al 26,5% e – sorpresa! – l’editoria religiosa al 10,8%, quest’ultima in crescita di ben il 20% sui dati dell’anno precedente. Saremo curiosi, a ottobre a Francoforte, di cercare di scoprire quale segreto si celi dietro quest’ultimo, sorprendente dato.

Andando ancora più nello specifico, in America i dati di vendita sono straordinariamente dettagliati (cosa che in Italia ancora non avviene…), vediamoli insieme.

I libri cartonati (quelli con la copertina rigida, per intenderci) sono al 34% del mercato, quelli con la copertina morbida hanno una percentuale simile. Gli ebook valgono il 15% del mercato, in calo sensibile del 4,5% (anche qui, forse un calo di assestamento), mentre novità delle novità abbiamo i dati totali di vendite degli audiolibri, che valgono l’8,3% come download digitale (in crescita del 33%!) e lo 0,4% come supporto fisico (i CD, per intenderci), in calo consistente del 17%, ovvero sono crediamo destinati a sparire.

Dunque cosa abbiamo imparato?

Che il digitale, come procedura d’acquisto e come audiolibro, funziona sempre meglio, mentre la lettura rimane stabile sul supporto cartaceo. Però attenzione: se in Italia le librerie vendono ancora il 70% dei libri, così non sembra sarà ancora per molto…

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